sabato 21 gennaio 2012
E poi, ad un tratto, finisci per non poterne più
Mah, io non so più che pensare. Vivo in un paese che fa a dir poco schifo (scusate il francesismo, ma ogni tanto è giusto essere chiari) e vorrei tanto andarmene. Sì, ok. Ma da dove comincio? Ho ventitré anni, non ho mai lavorato in vita mia, devo ancora terminare l'università e ogni esame universitario mi sembra sempre più difficile ed impossibile da affrontare. Tra l'altro, sono lentissima a studiare e a memorizzare concetti (mi chiedo come facciano certi studenti ad imparare il contenuto di cinquanta pagine in un giorno; io, se riesco a studiarne quindici - di pagine - son già soddisfatta e stanca). Ma questo è un altro discorso. E a proposito di stanchezza: ripeto, ho ventitré anni, ma è come se ne avessi sessanta. Non esiste giorno in cui non abbia dolori che mi impediscono di vivere (e non sto affatto esagerando: non augurerei nemmeno al mio peggior nemico i miei mal di stomaco o le mie coliche che mi impediscono di stare sdraiata o di avere pensieri in testa che vanno al di là della sofferenza). E qui vorrei aprire un'ulteriore parentesi, ossia quella riguardante l'incompetenza del 90% dei medici. Otto anni di un mal di stomaco che mi ha portata all'anoressia e apparentemente (!!) senza causa fisica: "Ma cosa vuoi che sia! Il mal di stomaco è nella tua testa". E quindi: psicologi, psichiatri, psicofarmaci a go-go, migliaia di euro buttati al vento. Già, buttati al vento: sono intollerante al lattosio, e l'ho scoperto soltanto pochi giorni fa, dopo l'ennesima capatina dal medico di famiglia che, quasi scocciato per le mie lamentele, mi ha fatto una richiesta per un breath test ed una gastroscopia. E non finisce qui! La razza peggiore è quella delle dietiste: "Devi aumentare le dosi di cibo; mangia tanto formaggio, settanta grammi di pane e cento di pasta al giorno". Stigrancazzi (perdonate il secondo francesismo)! Facile dire "mangia!" ad una persona che dopo un biscotto si sente già piena (e lo credo, visto che i biscotti contengono il latte in polvere ed il burro, che per una persona intollerante al lattosio come me equivalgono al veleno). Ed insomma, tanti anni di eruttazioni, nausea, gonfiore, stitichezza per un'intolleranza di cui né il mio medico né la mia dietista sanno niente o quasi (ma dove vi siete laureati?). E non vivo in un paesino sperduto della Sicilia (lungi da me avere qualcosa contro gli abitanti del Sud Italia), ma vicino a Firenze, nel cui ospedale principale lavora anche la mia tanto amata dietista. Ok, detto questo torno al mio discorso iniziale: vorrei tanto fuggire da questo paese, ma non ne ho la possibilità per mancanza di soldi, di salute ed anche di fiducia in me stessa. Già, come diamine può una persona che si vergogna anche a chiedere un etto di pane dal fornaio o a fare una chiamata andare via di casa e cercare un lavoro ed una casa all'estero? Ok, studio Lingue, ma questo non significa che sappia veramente parlare correttamente il francese, l'inglese (lingua che tra l'altro non sopporto), il portoghese ed il tedesco. Anzi! Purtroppo, l'università italiana è fatta soltanto di libri e di teoria e, secondo la maggior parte dei "professoroni" universitari, è meglio impararsi a pappagallo la storia della retorica antica o i nomi delle figure retoriche - cose interessanti, per carità, ma poco utili da un punto di vista lavorativo - piuttosto che saper ragionare. RAGIONARE, ecco. Attività sconosciuta alla maggior parte degli italiani. Ora capisco perché le cose vanno a rotoli...
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